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70 consigli per imparare o perfezionare la tecnica di pittura ad olio

Last modified on aprile 18th, 2018

riflessioni sulla pittura, tecniche di pitturatecnica di pittura ad olio

Pittura ad olio: se vuoi imparare da zero o perfezionare la tua pittura, queste note rappresentano dei consigli personali da pittore a pittore, aspirante o professionista.

Sono soltanto “un assaggio” dei principi che approfondisco durante il corso, ma servono a dare l’idea di quanto è affascinante e profondo il tema della pittura. Non si finisce mai di imparare, anche dopo tanti anni, perchè più si approfondisce più si scoprono sfumature e aspetti più nuovi e ricchi.

Queste note sono presentate senza un ordine particolare, così come sono venute spontaneamente alla mente, come fosse una galleria di quadri disordinata. Non esauriscono in alcun modo i temi trattati, grattano solo la superficie, ma questo e il loro obiettivo: presentare quanto ampio e complesso è il campo della pittura.

Sono il frutto di idee ed esperimenti che ho coltivato in questi ultimi anni, che ti propongo in modo spontaneo e diretto: un diario personale, dove ho annotato ciò che ho imparato sperimentando i principi classici della pittura.

Ho letto molti libri e ricevuto diversi insegnamenti sulla tecnica della pittura ad olio, ma quelli a cui faccio costante riferimento sono quelli meno formali, ma più genuini, diretti, umani, frutto della pratica, degli entusiasmi e delle delusioni di veri artisti. Niente fronzoli, giri di parole e “accademismi”: soltanto conoscenza da condividere. Il vero obiettivo è che tu comprenda e sia padrone di quello che fai mentre dipingi.

L’obiettivo di queste note è dare consigli a chi vuole cominciare o perfezionare la propria pittura ad olio: concetti organizzati in una lista di 70 consigli che li rendono, spero, semplici e pratici.

Questi argomenti sono approfonditi sia nel corso che ho sviluppato sia nel libro che ho scritto.

Ho scritto anche delle note su come imparare a dipingere in questa pagina. Cerco di spiegare da dove cominciare.

Buona lettura e a presto.

Composizione di un quadro – Corso di pittura – nota 1

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturaabbozzo, composizione quadri

Nella composizione di un quadro sono importanti prima di ogni cosa le grandi masse, cioè le forme principali: dove sono posizionate, quanto sono chiare o scure e come si mettono in relazione tra di loro, come sono organizzate.

“E’ così difficile e passa così tanto tempo prima che lo studente comprenda che pochi semplici grandi masse nella loro giusta relazione sono la cosa in assoluto più importante nello studio della pittura” (Charles W. Hawthorne).

Quando affrontiamo un nuovo quadro la prima cosa che bisogna capire è quali sono le grandi masse in gioco e che valore relativo hanno. Un esempio può chiarire. (altro…)

Trovare soluzioni semplici – Corso di pittura – nota 2

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pittura

Trovare soluzioni semplici: la potenza di un quadro sta anche nella sua semplicità.

Meno oggetti affollano l’immagine meglio è (si dice spesso in pittura che “less is more”, “meno è più”).

Non c’è niente di più vero. Se tanti oggetti hanno importanza in un quadro alla fine nessuno veramente l’ha.
Prova: dipingi 3 vasi e 3 arance insieme. Dipingi solo un vaso e poi un’arancia. (altro…)

Luce e ombra in un quadro – Corso di pittura – nota 3

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturaluce e ombra

Luce e ombra: lasciare zone di mistero; in un quadro non tutto deve essere chiaro ed evidente.

La presenza di zone vaghe, soprattutto in ombra, rappresenta una caratteristica importante.

Così l’osservatore riesce a colmare questa assenza di chiarezza con l’immaginazione, si rende lui stesso protagonista, partecipa. Si istaura un dialogo, non un monologo. Un quadro troppo carico di soggetti tutti illuminati con la stessa intensità, colorato ovunque, non offre a chi lo guarda la possibilità di “entrare” nel quadro: si è già detto tutto.

Per esempio si può utilizzare come strumento le ombre. L’ombra è per definizione misteriosa. L’assenza di luce fa immaginare, pensare, fantasticare, crea una sensazione di mistero e permette all’osservatore di riempire questa zona con la sua immaginazione. Colui che osserva colma questa assenza di luce con le proprie riflessioni. (altro…)

Nel dipingere ad olio è importante avere un focus – Corso di pittura – nota 4

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturadipingere a olio

Nel dipingere a olio è importante avere un focus del quadro, un punto di importanza particolare: non tutto ciò che viene rappresentato deve avere lo stesso grado di chiarezza.

Un punto centrale, il focus, è il cuore dell’immagine e del significato del quadro.

Tutto il resto è a suo supporto: più punti di attenzione potrebbero distrarre, confondere, mentre l’osservatore deve essere guidato dalla luce e dai colori verso un punto centrale. Un quadro deve comunicare un unico messaggio chiaro.

Se vuoi approfondire questi principi e studiare pittura ad olio, puoi seguire gratuitamente il corso in piena autonomia, o se lo desideri, iscriverti al forum per migliorare tramite critiche e suggerimenti personalizzati.

Creare varietà in un quadro – Corso di pittura – nota 5

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pittura

Creare varietà: un quadro è un equilibrio tra zone in ombra e luce, tra oggetti dettagliati e appena abbozzati, tra zone morbide e “grezze”.

La varietà e l’alternanza di questi passaggi danno vita ad una superficie molto più interessante rispetto ad una trattata interamente in modo uguale.

Se vuoi approfondire questi principi e studiare pittura ad olio, puoi seguire gratuitamente il corso in piena autonomia, o se lo desideri, iscriverti al forum per migliorare tramite critiche e suggerimenti personalizzati.

Come dare pennellate in un quadro – Corso di pittura – nota 7

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturapennellate in un quadro

Stendere poche, deliberate e convinte pennellate.

Sapere prima come fare è fondamentale. Ciò non vuol dire prevedere e essere sicuri di tutto, ma avere un’idea generale che ci guida. Bisogna cercare un equilibrio tra un’idea “su dove vogliamo andare” e i benefici dell’improvvisazione e della spontaneità.

L’effetto di diversi tipi di pennellate può essere ottenuto in base a diversi elementi: (altro…)

Come trovare la concentrazione per dipingere – Corso di pittura – nota 8

Last modified on aprile 18th, 2018

riflessioni sulla pittura, tecniche di pitturacome dipingere

Come dipingere concentrati: è  l’utilità che deriva dal dipingere meno ma dipingere meglio, con più intenzione e presenza.

Fare pause frequenti, alternare attività diverse per gestire al meglio la propria energia.

Gestire la propria energia, alternando continuamente le fasi della nostra energia con compiti più o meno intensi. Altrimenti si rischia di lavorare su dettagli importanti del quadro con un atteggiamento approssimativo o sbrigativo, a causa della stanchezza. (altro…)

Preparare la tela – Corso di pittura – nota 9

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturafondo pittura

Preparare la tela e in particolare dedicare del tempo alla preparazione del fondo è importante: si investe del tempo ma il risultato è decisamente diverso.

Se per esempio utilizziamo come fondo un colore complementare rispetto al colore generale del dipinto, l’effetto è vibrante.

Per rendere più vibranti i colori per esempio si può: (altro…)

I tubetti di colore – Corso di pittura – nota 10

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturatubetti di colore

Capire come acquistare i tubetti di colore è molto importante, molti tubetti commerciali, anche di qualità per artisti, contengono riempitivi vari.

Il colore esce già diluito, debole. I colori professionali sono concentrati, brillanti, e il risultato è completamente diverso.

Quelli che utilizzo sono concentratissimi, molto pastosi, quasi duri, e necessitano di un medium per essere stesi. L’obiettivo che vogliamo da un colore ad olio di qualità è che nel tempo non si “decolori”, non perda la sua purezza, e che resti brillanti.

Per questo consiglio di comprare dei colori di qualità superiore; è vero, spenderai un po’ di più inizialmente, ma ne dovrai utilizzare una quantità minore perché sono concentrati e il loro effetto è percepibile: un quadro fatto con colori di qualità e più brillante, solido, professionale. (altro…)

Medium per dipingere – Corso di pittura – nota 11

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturamedium per dipingere

Medium per dipingere: per trovare quello adatto alla tua pittura ti consiglio di sperimentare finché non trovi ciò che si adatta maggiormente al tuo stile pittorico, capendo sempre gli ingredienti da cui è composto.

Un medium non è altro un liquido diluente che viene usato insieme ai colori ad olio per stendere meglio il colore e controllarne la densità, favorire la brillantezza dei colori, e rallentarne o accelerarne l’asciugatura. (altro…)

Pennelli per dipingere – Corso di pittura ad olio – nota 12

Last modified on aprile 20th, 2018

tecniche di pitturapennelli per dipingere

Pennelli per dipingere: curare i pennelli, perché sono il principale strumento per realizzare un quadro.

Mantenere i pennelli in ottime condizioni è importante sia sul piano economico, sia perché si familiarizza con i propri strumenti nel tempo, usare gli stessi per lunghi periodi è importante.

I pennelli meritano un’attenzione particolare perché sono lo strumento principale per realizzare un quadro. Dobbiamo acquisire familiarità con loro, sentirci estremamente a nostro agio utilizzandoli, devono favorire un atteggiamento rilassato e rispondere alle nostre richieste proprio come ci aspettiamo. (altro…)

Illuminazione dello studio – Corso di pittura – nota 13

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturailluminazione dello studio

Illuminazione dello studio di pittura e dell’ambiente in cui dipingiamo: affidarsi all’illuminazione che troviamo in una certa situazione non è sempre sufficiente.

Una luce diffusa e proveniente da più fonti/direzioni rende gli oggetti ugualmente illuminati, piatti, non rivelando la loro forma in maniera convincente.

L’illuminazione è fondamentale per il proprio studio di pittura: la luce deve risultare ben distribuita e non deve essere troppo calda (tendente al giallo) o troppo fredda (tendente al blu). (altro…)

Capire i colori per dipingere – Corso di pittura – nota 15

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturacolori ad olio, colori primari e secondari, colori per dipingere

Quando si parla di colori per dipingere è essenziale capire come individuare un colore. Uno schema molto utile per fare chiarezza è il cosiddetto “Munsell” (dal nome del suo inventore), in base al quale i colori sono composti da tre elementi: tinta, valore, croma.

Uno schema molto utile in pittura è il cosiddetto “Munsell” (dal nome del suo inventore), in base al quale i colori ad olio sono composti da tre elementi: (altro…)

Quanto chiaro o scuro è un colore? – Corso di pittura – nota 16

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturateoria del colore

Quanto chiaro o scuro è un colore? Nella teoria del colore, è importante capire come osservare il valore.

Come capire che valore ha il colore che osservo?

Per individuare che valore attribuire a ciascun colore socchiudo gli occhi, ottenendo l’effetto di sfocare il colore. Si perdono così i dettagli dell’oggetto osservato e si “ingrigisce” il colore, che passa in secondo piano; a questo punto mi concentro sul grado percepito di luminosità, cioè quanto scuro o chiaro appare l’oggetto. Con un po’ di allenamento si riesce facilmente ad individuare quanto è scuro o chiaro il colore, sempre con riferimento alla scala che usiamo. (altro…)

Tecnica del chiaroscuro – Corso di pittura – nota 17

Last modified on aprile 20th, 2018

tecniche di pitturatecnica del chiaroscuro

Capire come funzionano luce e forma, la tecnica del chiaroscuro, è fondamentale prima di dipingere.

Ci vuole studio e impegno prima di capire i principi di fondo della tecnica del chiaroscuro, li approfondiamo in diversi video del corso nel primo modulo, nel secondo e nel terzo.

Per comprendere come la luce rivela la forma degli oggetti è utilissimo disegnare o dipingere una sfera, poiché in essa ogni minimo errore di valore si nota immediatamente. (altro…)

Il valore e il chiaroscuro – Corso di pittura – nota 18

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pittura

Il valore è fondamentale, e principalmente responsabile della forma dei soggetti.

Lo approfondiamo nel modulo 1 e nel modulo 2 del corso di pittura.

Un modo efficace di pensare al valore è quello che
fa riferimento alla “topografia”. Pensiamo alle cartine di geografia in cui abbiamo le altezze delle montagne e capiamo come “pensare il valore”. Il valore serve a dare la tridimensionalità delle forme, a rendere la profondità. (altro…)

Capire la luce – Corso di pittura – nota 19

Last modified on aprile 20th, 2018

tecniche di pitturacapire la luce

Per dipingere il chiaroscuro e i valori con consapevolezza può essere utile:

  • socchiudere gli occhi, semplificando i valori che abbiamo di fronte;
  • confrontare i valori già esistenti sul quadro con quelli che si osservano, chiedendosi sempre : è più scuro o più chiaro?
  • fare qualche passo indietro per valutare l’insieme dei valori sul quadro.

Per ogni particolare zona che osservo mi chiedo: è più scuro o più chiaro? (altro…)

Mescolare i colori sulla tela – Corso di pittura – nota 21

Last modified on aprile 20th, 2018

tecniche di pitturatavolozza

Tavolozza e colori: a volte conviene mescolare i colori direttamente sulla tela, non solo sulla tavolozza, ritoccandoli.

Infatti, per stabilire e ottenere l’effetto desiderato, è meglio ritoccare del colore già steso sulla tela cercando di scurirlo o schiarirlo. Per esempio se in una zona di ombra voglio determinare un riflesso di luce è molto più semplice prendere un valore molto chiaro e schiarire la zona aggiungendo con un piccolo tocco di colore, piuttosto che crearlo partendo da zero il valore desiderato. Procedendo così e osservando il soggetto, ci si pone sempre la domanda: quello che ho sulla tela è più scuro o più chiaro rispetto a quello che sto osservando?

Se vuoi approfondire questi principi e studiare pittura ad olio, puoi seguire gratuitamente il corso in piena autonomia, o se lo desideri, iscriverti al forum per migliorare tramite critiche e suggerimenti personalizzati.

Mescolare i colori per modificarli – Corso di pittura – nota 22

Last modified on aprile 21st, 2018

tecniche di pitturamescolare i colori

Per mescolare i colori, in particolare per modificare un colore, è possibile intervenire in vari modi:

  • cambiare il valore, cioè schiarirlo o scurirlo. In questo caso posso mescolarlo con un colore analogo (vicino al colore scelto sulla ruota dei colori), che sia più o meno chiaro o scuro
  • cambiare il croma o l’intensità, cioè “spegnerlo” o “accenderlo”.

Il colore come esce dal tubetto è al massimo croma è quindi già saturo, brillante. Se voglio ottenere l’effetto di farlo risultare ancora più brillante devo agire sui colori che lo circondano, spegnendoli e così, per contrasto, il colore apparirà più saturo.

Se vuoi approfondire questi principi e studiare pittura ad olio, puoi seguire gratuitamente il corso in piena autonomia, o se lo desideri, iscriverti al forum per migliorare tramite critiche e suggerimenti personalizzati.

Come pensare al chiaroscuro – Corso di pittura – nota 23

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturail chiaroscuro

Un modo efficace di pensare al valore è fare riferimento alla “topografia”. Pensiamo alle cartine di geografia in cui abbiamo le altezze delle montagne e capiamo come “pensare il valore”. Il valore serve a conferire la tridimensionalità delle forme, a rendere la profondità.

In un quadro abbiamo piani vicini e lontani e, tramite delicate gradazioni di luci e ombra riusciamo a dare la forma all’oggetto.
Piuttosto che pensare di disegnare contorni e linee, e poi colorarle all’interno con un colore che abbia un determinato valore, è utile ragionare in termini di profondità, cioè pensando “questa parte di mela è più vicina, questa più lontana”. Bisogna cioè sin da subito lavorare in modo che ogni pennellata dia il senso della distanza rispetto a chi osserva. Il quadro inteso così diventa tutto un equilibrio tra piani vicini e lontani. (altro…)

Dipingere i contorni – Corso di pittura – nota 24

Last modified on aprile 21st, 2018

tecniche di pitturadipingere i contorni

I contorni: hanno la funzione importantissima non solo di delimitare le forme degli oggetti, ma soprattutto di stabilire quanto vicino o lontano viene percepito un oggetto.

Un contorno “netto”, “tagliato” fa avanzare un’area rispetto ad un’altra lasciata “sfumata”.

Saper dipingere i contorni è fondamentale. Conoscere diversi tipi di contorni è uno degli strumenti più potenti che chi dipinge ha a disposizione: una pennellata piatta di colore può magicamente diventare un oggetto soltanto manipolando i suoi contorni.

E’ possibile pensare a tre tipologie di contorni:

contorni marcati;
contorni leggeri;
contorni persi.

I contorni possono essere taglienti, netti, marcati oppure “soffici”, appena delineati. Inoltre possono essere “persi”, qualora l’oggetto si fonde con lo sfondo o con un oggetto adiacente in modo che non è più chiaramente distinguibile.

Un buon quadro, per essere interessante e avere varietà, possiede tutti e tre i tipi di contorni. Dipingere i contorni in maniera convincente aumenta la verosimiglianza degli oggetti e crea “atmosfera”.

In linea di principio (non si tratta di regole rigide) i contorni sono più marcati ed evidenti:

in zone di luce, meno in zone di ombra;
in zone di luce diretta (cosiddetti fasci di luce), meno in zone di luce diffusa;
in piani vicini, meno in piani lontani;
in oggetti piatti, meno in oggetti rotondi;
in oggetti sottili, meno in oggetti spessi;
in oggetti immobili, meno in oggetti in movimento;
nel centro di interesse, nel focus del dipinto, meno tanto più ci si muove da esso in maniera graduale.

Non va trascurato il fatto che, oltre a delimitare le forme, i contorni consentono di stabilire quanto vicino o lontano viene percepito un oggetto. L’osservatore tende a percepire gli oggetti che “avanzano” se hanno dei contorni ben definiti.

In parole semplici, un oggetto emerge se è ben nitido in relazione a uno sfondo ad altri oggetti sfocati. I contorni degli oggetti, combinati con colori e toni consapevoli, sono lo strumento nelle mani del pittore per fare avanzare o recedere oggetti o zone del dipinto.

Se vuoi approfondire questi principi e studiare pittura ad olio, puoi seguire gratuitamente il corso in piena autonomia, o se lo desideri, iscriverti al forum per migliorare tramite critiche e suggerimenti personalizzati.

Contorni e forma – Corso di pittura – nota 25

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturacontorni e forma

I contorni degli oggetti sono anche responsabili della forma: con piccoli tocchi è possibile creare immediatamente la terza dimensione e la profondità.

Per esempio se abbiamo una arancia, consiste nel rendere la parte in ombra più scura, enfatizzando alcuni piccoli punti dove essa è più lontana dalla luce, in questo modo la si rende più tonda, aumentando l’effetto della terza dimensione.

Se vuoi approfondire questi principi e studiare pittura ad olio, puoi seguire gratuitamente il corso in piena autonomia, o se lo desideri, iscriverti al forum per migliorare tramite critiche e suggerimenti personalizzati.

Principi con cui trattare i contorni- Corso di pittura – nota 26

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturaimpara il disegno

I principi generali per cui trattare i contorni:

  • più marcati in zone di luce, meno in zone di ombra;
  • più marcati in zone di luce diretta (cosiddetti fasci di luce), meno in zone di luce diffusa;
  • più marcati in piani vicini, meno in piani lontani;
  • più marcati in oggetti piatti, meno in oggetti rotondi;
  • più marcati in oggetti sottili, meno in oggetti spessi;
  • più marcati in oggetti immobili, meno in oggetti in movimento;
  • più marcati sul focus del dipinto, meno tanto più ci si muove gradualmente da esso.

Se vuoi approfondire questi principi e studiare pittura ad olio, puoi seguire gratuitamente il corso in piena autonomia, o se lo desideri, iscriverti al forum per migliorare tramite critiche e suggerimenti personalizzati.

Strumenti per far avanzare o recedere un oggetto – Corso di pittura – nota 27

Last modified on aprile 21st, 2018

tecniche di pitturadipingere ad olio

Dipingere ad olio: molto importante è capire gli strumenti per far avanzare o recedere un oggetto, i principali sono: il contorno; la temperatura del colore: il valore: la qualità dell’olio.

  • il contorno: più è definito, più l’oggetto avanza, più è sfocato, più l’oggetto recede;
  • la temperatura del colore: più il colore è caldo più l’oggetto avanza, più è freddo più recede;
  • il valore: la parti esposte alla luce avanzano se il valore viene schiarito, e recedono se il valore viene scurito (questo principio vale se ci riferiamo ai primi piani, nel caso dello sfondo normalmente si ha la percezione di maggiore profondità se viene schiarito);
  • la qualità dell’olio: più il colore è denso, opaco, più il soggetto avanza, e più è trasparente e uniforme più recede.

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Combinazione e gerarchia dei colori- Corso di pittura – nota 28

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturacombinazione colori

Quando realizziamo una combinazione di colori sulla tela è utile cercare una “gerarchia” di colori. Dove la luce cade, vi sarà la zona di attenzione, in cui andranno concentrati i colori più intensi; intorno si alterneranno gradazioni diverse del colore dominante.

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Ruota dei colori – Corso di pittura – nota 29

Last modified on aprile 21st, 2018

tecniche di pitturaruota dei colori

La ruota dei colori è lo schema logico che li rappresenta, ed è utile per capire come mescolare i colori per ottenerne uno desiderato.

Il colore è tecnicamente un argomento vastissimo e molto complesso da studiare. Piuttosto che fondarmi sulla trattazione scientifica e tecnica del colore, trovo più utile spiegare i principi del colore per il pittore, e in particolare, quei pochi semplici elementi necessari a rappresentare con il colore ciò che vediamo, giocare con le possibili combinazioni per trasmettere atmosfera e sensazioni.

Esistono libri e trattati sul colore molto belli che ho studiato, ma alla fine ho sempre cercato di eliminare nozioni, non aggiungerle. Il mio scopo è semplificare al massimo questo aspetto, arrivare all’essenza di ciò che veramente mi è servito per gestire il colore.

Perché studiare il colore? Le capacità fondamentali che ho cercato di acquisire nella mia esperienza sono: (altro…)

La temperatura del colore – Corso di pittura – nota 30

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturatemperatura del colore, tocchi finali di un dipinto

La temperatura del colore è un elemento che ha un impatto visivo molto importante in un quadro. Il colore caldo è quello che attira maggiormente l’attenzione e risalta in un quadro. I colori freddi di norma recedono, rendono il senso della distanza.

Per caldi si intendono quei colori tendenti al giallo/rosso, per freddi quelli tendenti al blu.

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Temperatura del colore e forma – Corso di pittura – nota 31

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturatemperatura del colore

La temperatura del colore è molto utile anche per dare l’illusione della forma. I dipinti più coinvolgenti sono quelli che hanno una struttura del valore molto semplice, cioè con poche variazioni di valore (4 o 5).

Talvolta però vi sono aree di uno stesso valore che possono apparire troppo semplici o “piatte”. Se vogliamo “arricchirle” possiamo, grazie alla gestione della temperatura dei colori, effettuare un cambiamento di piano anche quando ciò non avviene. Su una stessa area di uno stesso tono si effettuano variazione di temperatura, sempre allo stesso valore, e si crea l’illusione di una varia forma, non piatta. Questa soluzione è elegante e produce effetti splendidi: il dipinto si mantiene semplice e allo stesso tempo si dà un’illusione di “sofisticatezza”.

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Capire la temperatura di un colore – Corso di pittura – nota 32

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturatemperatura di un colore

Come fare a capire che la temperatura di un colore che osservo?

Per capire meglio quale sia la temperatura dei colori in un quadro, metti un oggetto di colore bianco sopra un pezzo di carta bianca e ponilo al centro della composizione.

Capirai subito che l’area illuminata generalmente sarà di una temperatura opposta rispetto l’ombra portata, cosicché se la luce sarà calda osserverai un’ombra di temperature fredda e viceversa. Questo esercizio applicato a oggetti di diverso colore può essere molto utile come guida per capire la relativa temperatura dei colori, nelle zone di ombra e luce. (altro…)

Colori caldi e freddi – Corso di pittura – nota 33

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturacolori caldi e freddi

Alternando colori caldi e freddi si ottengono varietà e colori vibranti.

Contrasti tra temperatura fredda e calda in uno stesso soggetto danno luogo a una vivacità e una brillantezza unici. E’ utile pensare di dipingere la luce e l’ombra su temperature diverse; se dipingo una luce che ha una temperatura relativamente fredda allora conviene dipingere un’ombra con una temperatura relativamente calda. (altro…)

Colori neutri – Corso di pittura – nota 34

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturacolori neutri

I colori neutri/grigi sono più utili e usati di quello che si pensa: un quadro è luminoso se ci sono pochi colori saturi in un contesto di colori spenti e ingrigiti perché, per contrasto, i primi risaltano.

Per ottenere un colore neutro, posso spegnere e ingrigire il colore mescolandolo con un complementare o con una mescolanza di colori neutri che già utilizzo nel dipinto.

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Grigi con colori complementari – Corso di pittura – nota 35

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturacolori complementari

Lo studio e l’utilizzo dei grigi ottenuti da colori complementari crea luminosità e interesse in un quadro più di quanto possono fare i grigi mescolati con la tradizionale combinazione di bianchi e neri.

In questa immagine, realizzata dal pittore americano Charles Sovek, è spiegata in modo semplice ed efficace quanto sia importante mescolare i grigi da colori complementari. (altro…)

Mescolare i colori primari e secondari – Corso di pittura ad olio – nota 36

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturacolori ad olio, colori primari e secondari, colori per dipingere

Colori primari e secondari. Come mescolare i colori nella pratica?

Una volta osservato e individuato un certo colore (nelle sue componenti di tinta, valore, e croma), bisogna riprodurlo mescolando l’olio dei tubetti. Abbiamo già visto come arrivare ad un certo colore; adesso vediamo come manipolarlo.

Per mescolare i colori la logica che seguo è questa: (altro…)

Tavolozza dei colori limitata – Corso di pittura – nota 37

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturatavolozza per dipingere

Tavolozza dei colori: utilizzare una tavolozza limitata, partendo dai colori primari nella loro variante fredda e calda (quindi 6 colori, più il bianco ovviamente) è più semplice e permette di creare comunque infiniti colori.

Il motivo è semplice: si limita la complessità.
Del resto già con pochi colori, anche tre, si possono ottenere centinaia di delicati toni e sfumature diverse.
In “My dining room” il pittore Sarget utilizza una tavolozza estremamente limitata ottenendo però infinite variazione di toni chiari e scuri e di cambi di temperatura.

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Limitare la tavolozza dei colori con il Gamut- Corso di pittura – nota 38

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturatavolozza pittore

Tavolozza pittore: il gamut. Significa scegliere consapevolmente una fetta limitata di colori nella ruota dei colori. Non c’è bisogno di farlo praticamente, ma basta anche pensare ad eliminare dei colori selezionandone solo alcuni, piuttosto che partire dall’intera gamma della ruota dei colori.

Esiste un approccio molto utile alla scelta di una tavolozza limitata, e consiste nella scelta di un “gamut”. Il gamut è la scelta consapevole di una fetta limitata di colori nella ruota dei colori. (altro…)

Esercizi per capire i colori – Corso di pittura – nota 39

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturapittura ad olio

In pittura ad olio per capire i colori l’esercizio più efficace è la realizzazione della carta dei colori.

Consiste nel riprodurre tutte le possibili combinazioni con i colori che si utilizzano: questo è l’unico vero metodo pratico che permette di capire cosa succede quando mescoliamo i nostri colori.
Si tratta di riprodurre tutte le possibili combinazioni con i colori che si utilizzano: questo è l’unico vero metodo pratico che permette di capire cosa succede quando mescoliamo i nostri colori.

Il beneficio che ne deriva supera di gran lunga la fatica di realizzare le mescolanze. In pratica si procede così: (altro…)

I pigmenti in pittura – Corso di pittura ad olio – nota 40

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pittura

Pigmenti identici venduti da due aziende diverse possono avere delle tonalità e dei comportamenti differenti. Di qui l’importanza della familiarità con una specifica marca e pigmento. Cerca di essere costante nell’utilizzo degli stessi colori e introduci dei cambiamenti solo gradualmente.

Se per esempio introduci un nuovo giallo limone, l’effetto combinato con il rosso che già avevi sarà un arancione diverso da quello che ottenevi prima.

Se vuoi approfondire questi principi e studiare pittura ad olio, puoi seguire gratuitamente il corso in piena autonomia, o se lo desideri, iscriverti al forum per migliorare tramite critiche e suggerimenti personalizzati.

Tocchi di colore – Corso di pittura ad olio – nota 43

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturaluce pittura

Aggiungere dei tocchi di colore nella zona della “linea di ombra” dona un effetto spettacolare agli oggetti, che risulteranno molto più colorati di quanto non lo siano in realtà.

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Come misurare in pittura? – Corso di pittura ad olio – nota 44

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturacome misurare

E’ fondamentale misurare, costituisce le fondamenta di un dipinto perché se le dimensioni e le proporzioni degli oggetti risultano poco credibili, tutto il lavoro successivo non servirà a eliminare l’errore di fondo di un quadro già in partenza “debole”.

Ma con quale lunghezze cominciare a misurare? con quelle più ovvie e più semplici, che hanno una chiara forma geometrica: rettangolare, quadrata, triangolare.

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Come dare pennellate – Corso di pittura ad olio – nota 45

Last modified on aprile 16th, 2018

tecniche di pitturacome dare pennellate

Padroneggiare il pennello: uno dei “segreti” per dipingere è usarlo in maniera naturale e con uno scopo ben preciso (mai per tentativi!).

Pennellate decise e limitare al massimo i ritocchi.

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Come usare i pennelli per dipingere – Corso di pittura – nota 46

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturapennelli per dipingere

E’ importante usare i pennelli per dipingere in modo consapevole.

La tecnica della pennellata è importante, ogni pennellata non curata, non voluta, “tirata ad indovinare” nella speranza di trovare la soluzione, si “ritorcerà” contro di noi.

Per esempio, quando si usa del colore più spesso e si cerca di lasciare in evidenza le pennellate, l’effetto che si ottiene è che il quadro acquista energia.
Si nota la “calligrafia” del pittore, e l’ opera è più personale.

pennelli per dipingere

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Come dipingere e applicare il colore – Corso di pittura – nota 47

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturacome dipingere a olio

Come dipingere a olio, come applicare in termini pratici il colore sulla tela?

Per applicare il colore stendi il colore appena preso e effettua una o due pennellate ben definite, e via, si ricarica il pennello di nuovo colore.

Altro aspetto importate: si deve evitare di ripassare il pennello più volte nella stessa zona, perchè causa molte volte della perditadi colore intenso o della creazione di un colore “gessoso”.

Ciò non vuol dire che non è possibile ripassare una zona appena dipinta, ma la si ripassa con pennellate ben definite, senza “giocare e rimescolare” continuamente i colori.
Si può muovere del colore attorno, spostare “pezzi” di colore, ma in maniera ben definita.
Questo è importantissimo: laddove i colori sono ben definiti e riconoscibili non si ha l’effetto gessoso, indefinito che deriva dalla mescolanza senza una logica, sperando di ottenere prima o poi il colore che desideriamo.

Con il tempo diventa una sorta di rituale: caricare il pennello, effettuare 2, 3 pennellate, aspettare e vedere l’effetto, pensare, ricominciare.
E’ un processo molto più attento e deliberato rispetto a quello in cui si pennella velocemente inuna zona ristretta del dipinto.

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Composizione di un quadro – Corso di pittura – nota 48

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturacomposizione quadro, sfondo in un dipinto

La fase di set up o di “messa in opera” del soggetto è di estrema importanza: si tratta di scegliere il soggetto da dipingere e disporlo in una composizione che ci soddisfi.

La composizione di un quadro e la scelta del soggetto può richiedere da alcuni minuti fino ad un giorno intero. Alla vista del soggetto messo in opera devi provare quelle emozioni che intendi trasmettere nel
quadro.

Quello che vedi mentre dipingi deve essere fonte di ispirazione continua: riservare la massima cura alla fase di set up è quindi importante. Personalmente cambio gli oggetti, la loro disposizione e la loro illuminazione fino a che non sono soddisfatto e riesco a dire “ecco quello che cercavo”.

E’ un processo solo in parte razionale. Disponendo e variando gli oggetti si trovano nuove soluzioni e nuovi stimoli, come in una continua scoperta. Basta una piccola differenza di luce e lo stesso soggetto può apparire da melanconico a gioioso.

In questa fase può essere molto utile eseguire dei
bozzetti a matita o carboncino. La loro utilità è
quella di poter sperimentare velocemente la
composizione, la disposizione degli oggetti e
l’atmosfera del dipinto.

Io faccio a volte due o tre piccoli bozzetti per sperimentare diverse angolature e effetti di luce.

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Imprimitura – Corso di pittura- nota 49

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturaimprimitura

Curare l’imprimitura: lasciando intravedere la superficie sottostante, soprattutto sullo sfondo, si otterranno effetti di grande bellezza.

Sulla tela bianca e liscia applico un primo strato di colore molto diluito. Così ottengo un duplice vantaggio: esso costituisce una base che determina il tono e colore di base del dipinto e serve ulteriormente a isolare la tela dai primi strati di pittura.

Con un pennello grande (piatto della dimensione maggiore di 12) si danno pennellate incrociate, prima in senso orizzontale poi in verticale.

Appena si completa tutta la tela, con un pennello piatto di setola grande (ne utilizzo uno di 3-4 cm di larghezza delle setole), ponendolo parallelamente alla superficie, si pennella delicatamente in senso verticale per uniformare la superficie per quanto possibile.

Il colore non deve essere unito e perfettamente uniforme, anzi: le pennellate incrociate generano un senso di atmosfera proprio perché la superficie non è uniforme.

Lasciando intravedere la superficie sottostante, l’ imprimitura, soprattutto sullo sfondo, si otterranno effetti di grande bellezza, lasciando aree incompiute che contrastano con zone lavorate nei dettagli.

Per rendere più vibranti i colori si può: creare uno sfondo caldo se intendiamo dipingere colori freddi; creare uno sfondo freddo se intendiamo dipingere colori caldi.
In questo modo, per contrasto, i colori appariranno più vividi.
Nelle figure sopra si vede che un blu su una superficie bianca risulta piatto, mentre se emerge in piccoli punti un fondo di un colore complementare (come l’arancione) sembra “vibrare”.

Il quadro raffigurante un tramonto ha un azzurro e una gradazione del cielo che riesce a “vibrare” grazie al fatto che il fondo è di un colore complementare (un arancione che in piccoli punti del quadro emerge).

Il quadro “Pesche” dà l’idea che stia succedendo qualcosa sullo sfondo, creando atmosfera e contesto per l’albicocca, che si può erigere a protagonista del dipinto ricevendo una luce intensa.

Questo effetto è stato ottenuto dando una prima mano di fondo di terra grezza e velando poi una mescolanza di nero di vite e giallo cadmio, che conferisce un’aria verdastra, polverosa e crea la sensazione dell’aria circostante.

La fase dell’ imprimitura è una fase semplice, che molte
volte ho sottovalutato, poiché da molti considerata come una fase da terminare velocemente per passare all’effettivo dipinto.

Ogni volta che comincio, cerco sempre di dare la giusta
attenzione invece all’imprimitura e, soprattutto, prima di prendere il pennello in mano mi chiedo “quale colore di fondo voglio dare al quadro?”, “quale tono generale”?

In questo periodo utilizzo spesso come colore il
terra grezza (raw umber light) perché è un colore che simula meravigliosamente la luce brillate creata dal sole, calda e avvolgente.

Un altro colore che prediligo è la sienna bruciata
(burnt sienna), un marrone rossastro che conferisce un’atmosfera calda al dipinto.

Ovviamente questo non sarà il colore finale, ma
costituirà il tono di fondo, di volta in volta da scoprire o celare a seconda se voglio dare importanza agli oggetti o enfatizzare l’atmosfera che li avvolge.

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Abbozzo – Corso di pittura – nota 50

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturaabbozzo, composizione quadri

L’ abbozzo è la fase con la quale si stabiliscono le prime linee e i primi punti di riferimento.

E’ preferibile procedere pennellando a grandi masse, in maniera sciolta, e non disegnare: vi è una differenza enorme, concettuale e pratica, tra disegnare e abbozzare per grandi masse.

Come spiegano molti libri e insegnanti è utile all’inizio cercare di costruire un disegno magari a matita o con del colore diluito con trementina (perché asciuga in tempi rapidi) per avere una traccia a partire dalla quale cominciare a sviluppare il dipinto vero e proprio. Questo è vero se il nostro scopo è avere delle forme e proporzioni corrette, magari che copino in maniera più fedele possibile il soggetto.
Tuttavia ho sperimentato che, inevitabilmente, si finisce per costruire dei “disegni colorati”, non dei dipinti. Mi sembrano troppo corretti, formali, simili ad un’illustrazione, senza anima e soprattutto non in grado di far risaltare le meravigliose qualità fisiche e materiche dell’olio.

Un dipinto è affascinante anche quando è visibile il gioco di trasparenze, di sovrapposizione dei colori, quando si notano differenze di superficie eeffetti creati con pennelli e spatola.
Esiste un altro approccio: è il “dipingere per masse”, quasi un metodo più da scultore che da disegnatore. In effetti sono più le similitudini tra
pittura e scultura che tra pittura e disegno: il pittore cerca di rendere in tre dimensioni ciò che è in due.
Il cosiddetto massing, traducibile in maniera appropriata con l’espressione “dare dimensione”,
rappresenta lo scorrere del pennello non disegnando il perimetro dei soggetti ma il loro volume e il peso. Si, il peso: bisogna sentire l’oggetto e soprattutto ancorarlo alla superficie, renderlo in tre dimensioni. E’ una fase libera, sciolta e determinante nel prosieguo del quadro.

Nella figura “disegno e massing” ho cercato di spiegare con un veloce studio la differenza di approccio tra cominciare un abbozzo con la mentalità da disegnatore e quella del massing.

abbozzo

A sinistra dell’immagine c’è un abbozzo di una mela: l’obiettivo è badare alle proporzioni e delineare il contorno degli oggetti. In questa fase ci si concentra sulla correttezza delle misure e devo dire, avendolo utilizzato per diverso tempo, che alla fine risulta un’attività noiosa.

Questo approccio non è riuscito mai a coinvolgermi veramente: cercare di far corrispondere il nostro disegno a quell’oggetto non è una fase particolarmente creativa.
A destra è raffigurata invece la mela secondo l’approccio del massing: le pennellate sono sciolte, libere, si cerca di trovare dei punti di riferimento senza misurare, ma cercando le corrette proporzioni intuitivamente. Non importa veramente se le nostre misure sulla tela siano perfettamente uguali a quelle dell’oggetto: importa che sia veritiero, che vi sia il “senso” dell’oggetto.

In questa fase iniziale, tuttavia, si cerca di vedere la “dimensionalità” dell’oggetto, si cerca di raffigurare le ombre e le penombre.

Pian piano, con consapevolezza, la mela “emerge” dallo sfondo. Questo si ottiene senza la paura di sbagliare che le linee che tracciamo non siano “corrette”, ma lasciando che il nostro pennello “senta” l’oggetto.

E’ difficile da descrivere, ma spero di aver dato il senso di questo approccio. In termini pratici si cerca con pennellate successive, e con della carta da cucina, eliminando e ritracciando pennellate, di costruire le ombre inmodo da avere subito l’impressione della terza dimensione.

Io mi concentro subito su due cose fondamentali: ancorare gli oggetti al piano, delineando delle ombre che gli oggetti proiettano sul piano stesso (cerchietto rosso nel disegno), dipingere le ombre che permettono di dar la terza dimensione (cerchietto blu nel disegno).

In questa fase dunque l’obiettivo fondamentale è sentire che gli oggetti hanno un peso e che occupano una posizione armoniosa all’interno del
quadro.

L’abbozzo mi ha inoltre permesso di capire un concetto importante: gli strumenti che si utilizzano sono sempre funzionali allo scopo che si vuole raggiungere.

Per esempio, la superficie scelta è di utilità fondamentale in questa fase: se è liscia e non assorbente e dipingendo con una quantità minima di colore neutro (uso solitamente terra bruciata o terra di ombra naturale) le pennellate scorrono in maniera semplice, fluente e senza alcuno sforzo. Inoltre con una pezza o carta da cucina è possibile cancellare il colore, favorendo ripensamenti.

Ciò determina e favorisce un atteggiamento rilassato, naturale, elimina la paura di inevitabili sbagli.
La scelta della superficie favorisce una fase del processo pittorico ma anche un atteggiamento mentale: la prima fase è dedicata alla sperimentazione, alla “pesatura” dei soggetti, alla loro dimensione che bisogna “sentire”, alla posizione degli oggetti che deve assumere un senso agli occhi del pittore; il tutto avviene in maniera rilassata.

La logica con cui si abbozza è di provare ad avere subito un’idea chiara della propria visione, e raffinarla a poco a poco con la massima concentrazione e considerazione. Si comincia già in questa fase a pensare, non a ricalcare gli oggetti e a copiarli. Mentre si danno le pennellate, al fine di rendere il volume degli oggetti, si ha modo di riflettere, di correggere, di sperimentare diverse soluzioni che, disegnando, non si avrebbe modo di fare.
Così facendo si cerca di trovare la soluzione esteticamente più interessante, in linea con il nostro concetto iniziale per:

stabilire la grandezza degli oggetti;

determinare la loro posizione all’interno del quadro;

studiare la distanza tra di essi;

valutare il loro “peso”, far sì che siano “ancorati alla superficie”;

creare un effetto generale già in prima approssimazione, cioè fare in modo che il quadro sia già espressivo.

In altre parole, che il concetto sia già realizzato anche se in prima bozza.

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Come rendere un ombra ? – Corso di pittura – nota 51

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturacome rendere un ombra

Come rendere un ombra ? Se troppo opaco, l’oggetto sembrerà piatto e immobile, finto. Se troppo trasparente, l’oggetto sembrerà non avere nessuna solidità e vagare nel vuoto. E’ indispensabile ricercare un equilibrio.

Il colore non deve risultare opaco, poiché sarebbe “solido”, assumerebbe troppo “peso”, caratteristica che un’ombra non deve avere per definizione. Un’ombra deve essere invece leggera, trasparente, deve regalare quella sensazione di “vedo e non vedo” che la rende misteriosa e affascinante. Bisogna percepire che c’è qualcosa senza svelarlo.

In pratica bisogna utilizzare colori che siano trasparenti e potenti come i cadmi. Tutto sta nell’equilibrio tra i colori coprenti e quelli trasparenti: se troppo opaca un’ombra diventa “solida”, se troppo trasparente, simile all’aria, troppo “leggera”.

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Come rendere lo sfondo in un dipinto – Corso di pittura – nota 52

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturacomposizione quadro, sfondo in un dipinto

Come rendere lo sfondo in un dipinto? Lo sfondo dovrebbe essere dedicato al supporto del primo piano, ed essere neutralizzato per farlo risaltare.

Lo sfondo è un elemento molto facile da sottovalutare, proprio perché in secondo piano rispetto gli elementi in primo piano del dipinto. Se si usano sfondi particolarmente ricchi e colorati penso che si indebolisca il quadro.

Lo sfondo dovrebbe invece essere dedicato al supporto del primo piano, e essere neutralizzato per farlo risaltare. Ciò non vuol dire che non debba avere del carattere o essere affascinante; è possibile, infatti, sempre creare uno sfondo interessante anche se attutito, mitigato. Cerco sempre di mantenere lo sfondo il più neutro possibile perché non deve distrarre e distogliere l’attenzione dal primo piano e dal punto focale del dipinto.

La funzione dello sfondo è quella di supportare il primo piano, non entrare in competizione con esso. Se, infatti, lo sfondo fosse interessante, colorato e coinvolgente quanto il primo piano, non esisterebbe per definizione né il primo piano né lo sfondo. Ciascun elemento in un dipinto è sempre in relazione con gli altri, non esiste in valore assoluto: il primo piano è tale perché rispetto allo sfondo ha qualcosa di più, più enfatizzato, più colorato.

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Piani di un dipinto – Corso di pittura – nota 53

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturatemperatura del colore

C’è una sorta di gerarchia logica in un dipinto: il primo piano riceve la massima cura e attenzione, massima intensità di luce, colore e ricerca del dettaglio.

Il secondo piano, il terzo e così via fino allo sfondo gradualmente meno. Per primo piano non intendo per forza la parte dl dipinto più vicina a noi, ma la parte che stabiliamo più importante, il focus.

Molti pittori ragionano proprio così: ponendosi continue domande sul “più o meno” costruiscono delle relazioni all’interno del dipinto. Questo colore è più o meno intenso rispetto a quello? Questo tono è più o meno luminoso rispetto a quello? C’è più o meno luce? E cosi via. L’artista vede sempre tutto in relazione.

In un dipinto gioca un ruolo fondamentale la logica: dipingere così diventa anche una sfida intellettuale. E’ affascinante stabilire gerarchie di relazioni per portare l’osservatore dove vogliamo: ecco quindi che la luce, i colori, tutti i nostri strumenti, compresa la preparazione del fondo, l’utilizzo delle pennellate in maniera consapevole e tutto il resto, diventano un mezzo per costruire la nostra immagine sul quadro.
Lo sfondo gioca una parte attiva nel quadro, contribuendo a costruire tre elementi affascinanti: spazio, atmosfera, mistero.

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Come creare atmosfera in un quadro – Corso di pittura – nota 54

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturaatmosfera di un quadro

L’atmosfera è generata dalla combinazione tra colore di fondo, steso durante la fase dell’imprimitura o wash, e dallo sfondo. Per atmosfera intendo un particolare colore che ricorre nel dipinto e che lo “avvolge”.

L’atmosfera è influenzata dal particolare colore che ricorre nel dipinto e che lo “avvolge”, ma soprattutto è creata mettendo in chiave le principali masse chiare e scure del dipinto (confronta “Stabilire il tono del dipinto”).

Alcuni accorgimenti per ottenere atmosfera:

creando un fondo del colore che abbiamo scelto (per esempio terra di Siena naturale);

velando lo sfondo con un colore che lo lasci intravedere (per esempio un verdastro);

pennellando lo sfondo in maniera incrociata;

richiamando nelle ombre il colore dello sfondo, in maniera tale da “unificare il dipinto”.

Come abbiamo visto nella parte dedicata al valore (“Come catturare diversi scenari di luce”) le relazioni di valore tra le principali masse del dipinto possono cambiare sostanzialmente l’atmosfera.
Creare atmosfera è uno dei massimi piaceri del dipingere, a volte diventa essa stessa oggetto del dipinto.

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Creare senso di spazio in un dipinto- Corso di pittura ad olio – nota 55

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturasenso di spazio in un dipinto

Lo spazio è fondamentale perché incornicia il quadro, lo fa respirare, dà l’idea che gli oggetti esistono nell’atmosfera.

Il rapporto tra spazio vuoto e spazio pieno è una caratteristica da studiare e sperimentare perché responsabile di effetti di grande bellezza. La tendenza oggi è di utilizzare tutto lo spazio della tela, affollandola con oggetti e colori. Lasciare dello spazio vuoto invece mette in risalto ed enfatizza gli oggetti esistenti, non c’è altro che possa attirare l’attenzione e distrarre.

Cerco sempre di trovare l’equilibrio tra pieno e vuoto: se troppo pieno il quadro non respira, non comunica nulla perché troppi elementi competono tra di loro; se troppo vuoto non ha la forza di comunicare un messaggio in maniera forte e chiara, il segnale arriva debole o comunque lo spazio “schiaccia” gli oggetti, indebolendoli.

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Tocchi finali di un dipinto – Corso di pittura – nota 56

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturatemperatura del colore, tocchi finali di un dipinto

Gli ultimi tocchi possono fare la differenza. I cosiddetti “tocchi finali di un dipinto”.

E’ sempre più importante l’intonazione generale del dipinto, come lo si è costruito, l’idea che c’è dietro, piuttosto che qualche dettaglio. Quando qualcosa non funziona in un quadro non è mai nei dettagli ma nell’insieme generale di esso.

Un quadro con una forte composizione, un’idea coinvolgente e schema di colori intensi sarà superiore ad uno con dei dettagli curatissimi ma senza un’idea di fondo, un concetto forte. E’ il caso di quei quadri simili ad una foto, ugualmente illuminati e dove ciascun elemento è trattato allo stesso modo, senza gerarchie, con uno sfavillio di colori.

I tocchi finali, secondo l’approccio che adotto, servono a rafforzare le idee che già abbiamo comunicato. Renderle ancora più potenti. Quindi se abbiamo un punto di attenzione, focale, per esempio una tazza bianca, renderla più bianca, ripassandone il colore, oppure creando un alone bianco intorno i suoi contorni per creare un effetto di aurea, di bagliore ancora più forte.

Oppure, se abbiamo uno sfondo misterioso, può essere utile renderlo ancora più trasparente e profondo, velandolo ancora una volta ancora con un colore trasparente, per esempio un cadmio. In questo modo lo sfondo diventerà ancora più ricco.

O se abbiamo una arancia, rendere la parte in ombra più scura, enfatizzando alcuni piccoli punti dove essa è più lontana dalla luce, rendendola più tonda, aumentando l’effetto della terza dimensione.

Una nozione importante che ho appreso è quella per cui è utile trovare dei punti dove usare del colore puro in corrispondenza delle zone dove la luce e l’ombra si incontrano: questo ha un effetto meraviglioso nel rendere la zona di luce ancora più intesa e colorata.

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Quali sono gli strumenti del pittore? – Corso di pittura ad olio – nota 57

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturastrumenti del pittore

Le leve a disposizione sono gli strumenti del pittore e le azioni concrete possibili a disposizione per influire sugli aspetti del dipinto; saper quali sono è fondamentale: valore, colore, contorni, e pennellate.

Vediamo insieme nel dettaglio le leve che ho a disposizione e gli effetti che generano:

l’effetto di un certo colore può essere ottenuto rendendolo:

trasparente: utilizzando una maggiore quantità di medium diluisco il colore, anche utilizzando colori per natura più trasparenti. (per esempio per sua natura il cremisi d’alizarina è molto trasparente);

opaco: utilizzando una minore quantità di medium il colore viene steso più “corposo”, oppure utilizzando colori per natura più opachi. Per esempio per sua natura il bianco di titanio è molto coprente;

saturo: utilizzando colori più puri senza mescolarli troppo la saturazione e la brillantezza aumentano;

neutro: posso spegnere e ingrigire il colore mescolandolo con un complementare o con una mescolanza di colori neutri che già utilizzo nel dipinto;

caldo: posso scegliere la variante calda di un colore o mescolare un colore con un colore giallo/arancio/ rosso (colori caldi per eccellenza), sempre nella loro variante calda (per esempio nella famiglia dei rossi posso scegliere un rosso caldo come il rosso cadmio o un rosso freddo come il rosso di Venezia);

freddo: posso scegliere sempre la variante fredda di un colore o mescolare un colore con un colore blu/verde/viola (colori freddi per eccellenza), sempre nella loro variante fredda (per esempio nella famiglia dei blu posso scegliere un blu caldo come il blu cobalto un blu freddo come il blue oltremare).

l’effetto di un certo contorno può essere ottenuto rendendolo:

definito: attraverso linee sottili e nette effettuate anche con la spatola, “di taglio”, e con colore opaco e a corpo, poco diluito. Un contorno ben definito permette di far avanzare gli oggetti, di creare un punto di attenzione;

non definito: sfumando i colori oppure passando un pennello asciutto su un contorno si ottiene un contorno non definito, che “recede” verso lo sfondo e non richiama così attenzione dell’osservatore.

I contorni permettono di far avanzare o recedere gli oggetti in base al grado in cui sono definiti. Se in un oggetto alterno contorni ben definiti ad altri non definiti ottengo inoltre l’effetto del “vedo e non vedo” che crea una sensazione di mistero.

l’effetto di luce può essere ottenuto schiarendo zone dell’oggetto più vicine alla fonte luminosa, in modo quasi da “lavare” il colore. Ecco perché si dice che la luce va considerata un altro elemento rispetto al colore. Per fare percepire una zona illuminata non basta colorarla in modo diverso ma bisogna utilizzare altri metodi:

nei punti di massima luce schiarire il colore con piccoli tocchi di bianco;

intorno all’oggetto illuminato creare una sorta di aurea, dipingendo lievemente oltre i contorni dell’oggetto. In questo modo il messaggio così che si percepisce è che l’oggetto è così intensamente illuminato che il colore permea l’area immediatamente circostante;

nelle zone adiacenti l’oggetto illuminato schiarire i colori: un oggetto viene percepito tanto più luminoso tanto più il piano su cui poggia o l’area circostante è illuminata.l’effetto del valore, cioè il grado di luminosità, può essere ottenuto

scurendo un colore: posso scurire un colore mescolandolo con un complementare o con un colore più scuro;

schiarendo un colore: posso schiarire un colore con un colore più chiaro o con del bianco (attenzione però che il bianco essendo un colore freddo e tendente al blu, rende fredda la temperatura del colore mescolato).

l’effetto di diversi tipi di pennellate può essere ottenuto in base alla:

velocità: pennellate più veloci esprimono un maggior dinamismo e senso di movimento;

pressione: pennellate effettuate con più forza tendono a creare dei contorni più netti, dei colori più decisi e a coprire maggiormente la superficie sottostante;

diluite: pennellate più diluite tendono a far intravedere la pittura sottostante, creando effetti di colore non ottenibili in altro modo;

corpose: pennellate più corpose, che contengano maggior quantità di olio danno rilievo alla superficie e fanno emergere i soggetti; nelle zone di luce utilizzare più olio contribuisce notevolmente a rendere la superficie tridimensionale, in contrasto a zone di ombra dove la quantità di olio è minore e più trasparente;

direzione: la direzione delle pennellate è fondamentale: pennellate che seguono la forma dei soggetti li rendono più tridimensionali (ad esempio in un vaso pennellate orizzontali che seguono la sua forma), pennellate che non seguono la forma dei soggetti li rendono più “solidi”. E’ sempre bene avere una certa varietà nelle pennellate, alternandone la direzione, altrimenti il quadro potrebbe risultare noioso.

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Catturare l’attenzione dell’osservatore – Corso di pittura – nota 58

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturaCatturare l'attenzione dell'osservatore

Condurre l’osservatore dove vogliamo, catturare la sua attenzione, è molto importante perché così si comunica in maniera chiara il concetto. Per farlo sfrutto alcuni accorgimenti, tra cui:

indirizzo la luce nella zona di attenzione;

concentro colori saturi nella zona di attenzione, lasciando colori neutri che non distraggano nelle altre zone;

utilizzo nel punto di attenzione colori caldi, tendenti verso il giallo e rosso, perché la nostra attenzione si rivolge automaticamente verso questi colori piuttosto che verso i colori freddi;

utilizzo colori più opachi, coprenti e più spessi nel punto focale del dipinto; nel punto di attenzione devono risultare quasi in rilievo rispetto alle zone di ombra, in cui dovrebbero essere più piatti e trasparenti;

nel punto di massima luce cerco di circondare l’oggetto con un’aurea facendo “trasbordare” il colore dall’oggetto stesso, creando un effetto simile al luccichio. La luce è così intensa che “trasborda dagli oggetti”. Questo richiama ancora di più l’attenzione;

dipingo in dettaglio gli oggetti nel punto di attenzione, in contrapposizione a zone del quadro in secondo piano incompiute o lasciate abbozzate: le zone “a fuoco” risultano in evidenza rispetto alle zone “vaghe”.

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Prospettiva cromatica: dipingere l’aria – Corso di pittura – nota 59

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturacontorni e forma

Dipingere l’aria ha un grande effetto, è come se il dipinto acquisisse atmosfera e gli oggetti venissero “avvolti”. In gergo si parla di prospettiva cromatica.

L’aria si realizza con un colore trasparente usando possibilmente dei cadmi. Una combinazione di sicuro effetto è il nero di vite con il giallo cadmio, che simula l’effetto di un’aria quasi polverosa e che genera una sensazione di atmosfera “senza tempo”.

Un altro colore che mi affascina è il terra di Siena bruciata velato sul terra naturale, restituisce un colore marrone rossastro meraviglioso.
In generale ottengo l’effetto dell’aria velando su un colore opaco di fondo un colore trasparente con un medium che contenga vernici naturali come la dammar o il mastice, che aumenta il senso della trasparenza e della brillantezza dei colori.

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Significato degli oggetti da dipingere- Corso di pittura – nota 60

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pittura

Il significato dell’oggetto è importante, ma non determinante, perché gli oggetti possono essere semplicemente veicolo di sensazioni.

“Quando sei lì fuori dimentica gli oggetti che hai di fronte, un albero una casa o qualsiasi cosa. Pensa semplicemente: qui un rettangolo di blu, qui un pezzo di rosa, qui una fascia di giallo, e dipingi come appare, esattamente lo stesso colore che percepisci” (Claude Monet).

Gli oggetti che scelgo non sono casuali, ma sono legati al concetto che voglio esprimere. Tra le domande che mi pongo quando li devo scegliere penso al loro aspetto materico: sono lisci o venati e irregolari? Riflettono la luce o no? Sono opachi o trasparenti?
Questo influenza profondamente il modo in cui la luce viene dipinta.

Per esempio, un oggetto liscio richiede del colore steso uniformemente con semplici movimenti regolari e piatti del pennello o magari anche a spatola. Diventa ancora più interessante se messo in contrasto con zone poste in secondo piano o oggetti vicini con caratteristiche diverse, come una superficie irregolare e più “vissuta”. Inoltre le superfici lisce e uniformi danno un tocco contemporaneo al dipinto, in contrasto con superfici irregolari e più costruite che fanno pensare al tempo passato.
Le superficie irregolari e venate sono molto belle da dipingere, perché le loro piccole “crepe” sono di grande effetto e danno la sensazione del passaggio del tempo e della presenza dell’uomo, di qualcosa di vissuto.

Le superfici riflettenti creano giochi di luci molto belli, in particolare creano le zone di luce riflessa, che generano maggiore intensità di luce sia sul piano di appoggio che sugli oggetti che vi sono vicino. Gli oggetti trasparenti vengono colpiti dalla luce in maniera meno intensa sul loro contorno, e la luce li attraversa generando effetti coinvolgenti. L’uva è un esempio tipico di oggetto trasparente attraversato dalla luce, e per me costituisce uno degli oggetti in assoluto più belli da dipingere: gli acini sembrano brillare al loro interno perché, grazie alla sostanza di cui sono composti, la luce li attraversa e viene esaltata.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il colore degli oggetti da scegliere. Colori caldi come i rossi e gialli e le terre attirano maggiormente l’osservatore e andrebbero preferiti come punti di attenzione.
Il significato dell’oggetto è molto importante, ma non determinante: se un orologio può rappresentare il passaggio del tempo e un teschio l’ineluttabile fine dell’uomo, è anche vero che gli oggetti possono essere semplicemente veicolo di sensazioni e non significativi solo per il loro aspetto materiale.

Per esempio un grappolo d’uva può anche non rappresentare nulla di per sé, solo un grappolo d’uva, ma inserito in un certo contesto con una luce può essere fonte di sensazioni molto forti.
Le sue caratteristiche di forma, luce e colore, per così dire “astratte”, possono comunicare ben più di quanto sembri. L’uva così diventa solo una scusa per dipingere certi effetti della luce.

 

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Trovare e mantenere l’ ispirazione artistica – Corso di pittura – nota 61

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturaispirazione artistica

Trovare ispirazione artistica per un pittore, anche per chi ha cominciato da poco a prendere un pennello in mano, sembra semplice e naturale. Quante cose meravigliose e piene di significato ci circondano: avremmo bisogno di diverse vite per poterne rappresentarle solo una piccola parte. Quanti pensieri, ideali, oggetti da dipingere!

Eppure più si va avanti nella pittura, più si comincia a formare il gusto personale, una propria sensibilità, a restringere il campo, a trovare la propria strada. Si comincia a essere selettivi, a considerare le proprie convinzioni e i propri ideali, gli oggetti che ci convincono veramente: si diventa più esigenti. Prima di tutto con se stessi. Si comincia a dipingere solo ciò che risuona dentro di noi.

In questo contesto l’ ispirazione artistica può venire a mancare. Si comincia ad essere più difficili e ci si mette in discussione e, a volte, si pensa che non valga la pena dipingere determinati soggetti. Questo può determinare un calo di energia creativa e di fantasia.

Una soluzione che ho sperimentato può essere quella di alternare diverse attività: la pittura non è solo l’applicazione del colore su una tela, ma attorno ad essa ruotano diverse attività. C’ è il momento dello studio del soggetto, dell’approfondimento delle tecniche pittoriche (che non finirà mai), della preparazione dei propri materiali, del loro acquisto, e anche quello dell’osservazione di quadri degli altri pittori o visita dei musei.

Queste attività sono tanto importanti quanto dipingere, in un certo senso sono una preparazione all’attività pittorica vera e propria.

Dipingere richiede non solo preparazione tecnica, ma soprattutto mentale.

Tutte le attività che non riguardano l’applicazione del colore con un pennello ad una tela possono essere a supporto di essa. Per esempio:

osservare i quadri degli altri può originare curiosità,

che si evolve in approfondito studio,

che a sua volta genera la modifica di una attività del proprio processo, e si sostanzia in un miglioramento della propria pittura.

Studiare dei libri può essere l’occasione per riflettere e pensare come il proprio metodo possa essere migliorato, eliminando delle attività noiose e superflue e sperimentando un altro approccio più coinvolgente.

Le attività collaterali all’atto in sé del dipingere, possono essere vissute come un investimento per migliorare i propri quadri. Hanno un impatto indiretto sui nostri quadri, ma si può facilmente comprenderne l’importanza.

Preparare il quadro prima di dipingerlo, studiare il soggetto, riflettere su come dipingerlo ecc. è diventata un’attività importante almeno quanto dipingere: passo molto tempo adesso a pensare il quadro prima di effettivamente dipingerlo.

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Sperimentare in pittura- Corso di pittura – nota 62

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturasperimentare

Sperimentare deve essere fatto a piccole dosi e gradualmente, altrimenti si rischia la paralisi e la confusione. Non provare a introdurre cambiamenti importanti insieme: non capiresti l’effetto di ogni nuovo elemento rispetto le tue normali abitudini.

Se, per esempio, cambio dei colori e contemporaneamente il medium non sarò in grado di capire cosa ha determinato quel risultato.

Il mio consiglio è quindi sperimentare ad “ondate”: dipingere un paio di quadri, introdurre il primo cambiamento, analizzare il risultato ottenuto, e ricominciare a lavorare.

La sperimentazione dura tutta la vita, ho una “lista di attesa” di una ventina di curiosità da soddisfare in questo momento che include: provare delle terre grezze di una nuova marca di colori, provare della vernice finale a base acrilica al posto di quelle tradizionali che uso attualmente, approfondire il pensiero di Carlson, un pittore americano importante nel campo della pittura paesaggistica, fare un corso di paesaggio con un pittore che mi piace molto, ecc.

Ogni piccola novità è un piccolo mattoncino posato sul nostro percorso.

Considerare il valore del tempo e la necessità di assimilare i cambiamenti è quindi molto importante.

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Perseveranza per chi dipinge- Corso di pittura ad olio – nota 63

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturaperseveranza

Tra tutte le qualità che è necessario sviluppare per dipingere al meglio, la perseveranza è in assoluto la principale.

Contrariamente a quello che si può credere, il talento è forse quella meno utile: si può avere una naturale predisposizione alla geometria delle forme, a saper disegnare bene, a intuire con più facilità le proporzioni di un oggetto, ad avere un tratto più sicuro con il pennello. Ma dipingere consapevolmente e con piacere, trovando un senso a quello che si fa, è ben altra cosa.

Parlo per esperienza personale, perché di talento credo di averne poco.

Il talento serve per cominciare con una maggior facilità tecnica, ma lì si ferma. Come superare i momenti di scoraggiamento e frustrazione perché non riusciamo a fare ciò che desideriamo? Come avere la forza di trovare quotidianamente l’ispirazione? Come trovare un senso a ciò che si fa?

La risposta è sempre la perseveranza.

Chi mette sul piatto passione, tempo e disponibilità a imparare, certamente imparerà. La perseveranza si conquista, è un atto di volontà ma non consiste solo nel convincersi ad andare avanti a tutti i costi. E’ anche voler vedere il bicchiere mezzo pieno, enfatizzando i lati positivi e dando poca importanza alle avversità.

Dipingendo i primi quadri, molte cose sembrano andare storte; ma basta soffermarsi su quei piccoli progressi che, una volta compresi, costituiscono un’eccellente base di partenza per il dipinto successivo.

Ovviamente non si può imparare tutto subito ma ogni quadro ci regala un’esperienza che portiamo dentro e che ci insegna qualcosa.

La perseveranza è aspettare che molti di questi piccoli progressi entrino a poco a poco nel nostro bagaglio, ed avere la forza di volere acquisire concetti che al momento non afferriamo e che ci rendono insoddisfatti.

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Trovare la propria strada- Corso di pittura ad olio – nota 64

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturatrovare la propria strada

Essere soddisfatti in pittura è un traguardo da conquistare, e, non vi nascondo, difficile da raggiungere. Questo perché si è sempre molto esigenti con se stessi. Trovare la propria strada non vuol dire “arrivare” o raggiungere qualcosa e fermarsi, è comprendere di essere sulla strada giusta per ciascuno di noi.

Questa è la cosa meno “insegnabile” del mondo: nessuno potrà mai farti capire cosa ti coinvolge e dà un senso compiuto alla tua pittura.
Quello che finora ho provato a trasmetterti è ciò che ho ottenuto in anni di studio e sperimentazione, ma non solo.

Ho fatto tanti errori durante il percorso, per questo credo di poter consigliare alcune attività che possono, stimolarti, incoraggiarti a trovare le motivazioni e le energie necessarie per individuare la tua strada.

Ritengo che la prima cosa utile sia quella di guardarsi dentro e “creare il proprio gusto”.

Per alcuni è già ben definito, per altri va ricercato. Per alcuni può essere un tipo di pittura molto classica, formale e accademica, per altri astratta e senza regole. Cosa ti piace? Cosa ti attira veramente ed emoziona?

A questo punto è di fondamentale aiuto guardare il lavoro altrui. Spesso guardo su internet le gallerie di lavori di artisti famosi e emergenti, ma anche la loro biografia e alcuni loro pensieri.

Poi è indispensabile studiare. Inizialmente le basi, poi sperimentare, che alimenta il vero apprendimento perché nessuno ti può insegnare e sostituirsi a te. Bisogna capire i principi e diventare padroni della tecnica: devi riuscire a fare quello che desideri. Questo richiede tempo, pazienza e passione.

Bisogna poi perseverare, capire che a volte si vince e si perde, ma che, se si mantiene un atteggiamento curioso e da studente per tutta la vita, certamente si produrranno quadri personali e autentici, pieni di storia e umanità.

Utilissimo è anche farsi giudicare: cercare e ottenere critiche da colleghi, maestri ma anche da osservatori comuni.
Più feedback si ricevono e più si riflette su diversi punti di vista, che possono aprire nuove strade in noi.

Infine cercare l’ispirazione. L’ispirazione io la trovo nella natura, ma va detto che l’ispirazione va aiutata; in altre parole “osservare da artista” e vedere cose interessanti laddove le persone vedono solo elementi trascurabili è un’arte che si impara.

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Ricevere critiche per migliorare – Corso di pittura – nota 65

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pittura

E’ utilissimo farsi giudicare, cercare e ottenere critiche da colleghi, maestri e anche da osservatori comuni. Non dobbiamo avere paura di metterci in gioco: più si ricevono feedback, più si riflette su diversi punti di vista, che possono aprire nuove strade.

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Studiare i maestri- Corso di pittura ad olio – nota 66

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturastudiare maestri

Studiare maestri come Carlson, Payne, Hawthorne, e Henri, fa fare un salto di qualità. Al di là della tecnica, essi insegnano le qualità e i valori che fanno grande un artista.

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Scorciatoie in pittura – Corso di pittura ad olio – nota 67

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pitturapennellate in un quadro

Un artista deve imparare a osservare la natura, capirla nei suoi meccanismi (luce, forma, colori, composizione, ecc.), comprenderla “fisicamente”. Quindi cercare di estrarne la bellezza con il proprio linguaggio.

Per fare questo dobbiamo essere competenti, capire il linguaggio della pittura, “immergerci” in essa. Conoscere i materiali e gli strumenti, capire e sperimentare senza mai fine: il pittore è un artigiano. Sulla base di solide competenze possiamo prendere la nostra strada, secondo la nostra sensibilità e il nostro gusto. Non ci sono scorciatoie per il tempo e l’esperienza, ma dei buoni consigli accelerano i processi di conoscenza e rendono il viaggio più consapevole ed entusiasmante.

L’osservatore riconosce immediatamente colui che ha passato tempo a studiare, riflettere, e misurarsi con la natura: il lavoro alla fine paga sempre. Si traduce in una cifra, in uno stile, in un tocco che dà luogo a opere d’arte e distinguono l’artista dal lavoro immaturo di uno studente.

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Riprodurre meccanicamente?- Corso di pittura – nota 68

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pittura

Lo schema dei colori e la luce di un’immagine diventano i protagonisti del tuo dipinto, gli artefici principali delle sensazioni. Questo approccio è basato su un principio fondamentale: la profonda differenza tra copiare e dipingere. Dipingere non è più riprodurre così come appare il soggetto, ma estrarre quello che ci serve da esso.

Ti meraviglierai di constatare che non ricercherai più la riproduzione perfetta, fotografica degli oggetti o dei paesaggi, anzi: qualsiasi soggetto costituirà una nuova scusa per dipingere e ricreare particolari effetti di colore e luce.
Quando dipingo penso soprattutto in termini di luce e colore.

Anzi, prima di prendere in mano il pennello decido che sensazione voglio trasmettere e di conseguenza quali luci e colori utilizzare per esprimerla al meglio. A volte gli oggetti diventano così collegamenti e solo “scuse” per dipingere “sensazioni”. Il quadro conserva il realismo, cioè la descrizione di soggetti riconoscibili e convincenti, ma essi vengono “usati” per trasmettere sensazioni.

Spero di essere riuscito a spostare la tua attenzione sul fatto che dipingere in maniera realistica non significa riprodurre meccanicamente un soggetto ma trasformarlo in un elemento in grado di generare emozioni.

Pensare in questo modo determina dei riflessi tangibili su come si dipinge: la tecnica diventa non solo “accademica”, fredda, ma piuttosto libera all’interno di principi generali. Questo significa che le regole delimitano il campo, aiutano ad avere punti di riferimento. Ma sulla base di esse comincia la ricerca personale, “il gioco”.

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Imparare la pittura – Corso di pittura – nota 69

Last modified on aprile 17th, 2018

tecniche di pittura

Impariamo sempre nuove cose sperimentando e praticando i principi della pittura. I fondamentali della pittura sono sempre quelli da centinaia di anni, ci vuole del tempo per capirli a fondo, ma servono per esprimerci liberamente e concentrarci su cosa esprimere e non sul come fare ad esprimerci.

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Capire condividere e divertirsi – Corso di pittura – nota 70

Last modified on aprile 18th, 2018

tecniche di pitturatrovare la propria strada

Capiamo il perché di quello che facciamo, condividiamo la nostra conoscenza, divertiamoci, e speriamo come diceva il grande pittore Jean-Baptiste Corot “che nel paradiso ci sia la possibilità di dipingere”.

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